Per secoli la corda di canapa ha tenuto insieme le flotte del Mediterraneo. Oggi può tenere insieme un progetto di interior design. È esattamente l'intuizione da cui parte loomyard, un progetto di ricerca che abbiamo avuto il piacere di sostenere fornendo le nostre corde e che ci dà l'occasione di raccontare un uso della canapa ancora poco conosciuto: quello come elemento d'arredo e architettonico.
Il progetto loomyard: un cantiere navale immaginato interamente in canapa
Cosa succederebbe se un cantiere navale fosse costruito con lo stesso materiale con cui, per secoli, si sono fatte le corde e le vele delle barche? È la domanda da cui nasce loomyard, il progetto di ricerca firmato da Diana, Marta e Camille, tre studentesse di Architettura del Politecnico di Milano: un cantiere navale immaginato a Marina di Pisa, in cui la canapa non è un dettaglio decorativo ma il materiale che dà forma agli spazi.
Il nome stesso è un gioco di parole loom, il telaio, e yard, il cantiere, e racconta l'idea di fondo: intrecciare la tradizione tessile della canapa con l'architettura. Come sponsor del progetto abbiamo fornito le corde di canapa, e tra le soluzioni più interessanti ce n'è una che ci ha colpito: la corda non viene usata per ormeggiare o legare, ma come partizione verticale. Una parete leggera, traspirante e completamente naturale che divide gli ambienti senza chiuderli.
È un'idea che sposta la canapa da materiale "nautico" a elemento d'arredo a tutti gli effetti. E apre possibilità concrete per chi progetta spazi: separè, schermature, divisori su misura. Nei prossimi paragrafi vediamo da dove arriva, perché funziona e come realizzarla.

Dai cordami delle Repubbliche Marinare all'arredo di oggi
L'idea di usare la canapa in un cantiere navale non è un'invenzione moderna: è un ritorno alle origini. Per secoli, fino ai primi decenni del Novecento, l'Italia è stata il secondo produttore mondiale di canapa, con quasi 100.000 ettari coltivati fino agli anni '30. Buona parte di quella produzione era legata alle Repubbliche Marinare, che usavano la fibra in enormi quantità per le corde, le vele e i tessuti navali delle loro flotte.
Pisa era uno di questi centri. Su un bassorilievo della Torre pendente, databile intorno al 1272, la canapa compare ancora nel suo uso navale. Non è un caso: la fibra di canapa è circa tre volte più resistente della juta ed era preferita perché, a differenza di altre fibre, non si deteriora a contatto con l'acqua salata. Le vele cucite a mano dell'Ottocento erano fatte quasi tutte di canapa proprio per questo.
È la stessa fibra che oggi torna utile non solo in mare, ma dentro casa: una corda che ha attraversato i secoli senza perdere le sue qualità ha tutte le carte in regola per diventare un materiale d'arredo contemporaneo.

Perché la corda di canapa regge davvero
Il fascino storico non basta: un divisore o un elemento d'arredo deve reggere. E qui la canapa ha numeri concreti. Le nostre corde sono in 100% canapa a lungo tiglio, e la loro tenuta cresce con il diametro:
| Diametro | Carico di rottura indicativo |
|---|---|
| 8 mm | ~544 kg |
| 12 mm | ~1.200 kg |
| 20 mm | ~3.295 kg |
| 30 mm | ~7.315 kg |
La tabella completa, dai 4 ai 50 mm, è sulla pagina delle corde di canapa.
A questo si aggiungono tre proprietà che la rendono adatta agli spazi vissuti: è ignifuga per natura (motivo per cui è richiesta anche in ambito teatrale e per dotazioni antincendio), è traspirante ed è completamente biodegradabile - niente plastica, niente fibre sintetiche.
E la resistenza all'ambiente marino? Nel progetto loomyard le tre studentesse l'hanno verificata sul campo: immergendo la corda di canapa in acqua di mare per 36 ore, la fibra ha mantenuto la sua integrità. Una prova semplice ma significativa, che conferma quello che i marinai sapevano da secoli e che rende la corda interessante anche per ambienti umidi, esterni e contesti vicini all'acqua.

Dal concetto all'arredo: separè e divisori in corda di canapa
Qui sta l'idea più interessante che il progetto fa emergere. Una corda tesa tra pavimento e soffitto, ripetuta in sequenza, diventa una partizione verticale: divide senza isolare, lascia passare luce e aria, e porta in un ambiente la texture calda e naturale della fibra. È un linguaggio che funziona in moltissimi contesti:
- Separè per ristoranti, hotel e locali — per creare aree riservate senza muri, mantenendo arieggiati e luminosi gli spazi.
- Divisori per uffici e open space — schermature morbide tra postazioni, in alternativa al vetro o al cartongesso.
- Pareti decorative e testiere in ambienti residenziali, dove la corda diventa elemento di carattere.
- Allestimenti retail, vetrine, stand fieristici ed espositivi, dove servono soluzioni d'impatto, leggere e smontabili.
- Contesti nautici e vicini all'acqua — yacht club, lidi, strutture sul mare — dove la resistenza naturale all'acqua salata fa la differenza.
Il progetto esplora anche soluzioni dinamiche, ispirate alla tradizione marinara e tessile: sistemi avvolgibili, a carrucola o a tenda, in cui le corde scorrono e si raccolgono. Sono spunti che un progettista può tradurre in arredi su misura, dove la partizione non è fissa ma si apre e si chiude.

Realizzare un progetto su misura
Tutte queste soluzioni partono dallo stesso materiale: la nostra corda in 100% canapa naturale, disponibile in 11 diametri (dai 4 ai 50 mm) e venduta al metro, così da adattarsi sia a un piccolo separè domestico sia a un grande allestimento.
E qui arriva la parte che ci interessa di più: siamo aperti a collaborare. Lavoriamo con architetti, interior designer, studi di progettazione e aziende che vogliano integrare la canapa nei loro progetti, dalla semplice fornitura di corde su misura fino alla consulenza sul materiale. Esattamente come è successo con loomyard, dove abbiamo affiancato il lavoro delle progettiste mettendo a disposizione i nostri prodotti.
Oltre alle corde, abbiamo anche: tessuti, cinghie, filati e una linea completa per la bioedilizia (biomattoni, pannelli isolanti, malte e intonaci). Se stai progettando uno spazio e vuoi capire come la canapa può entrarci, possiamo ragionarci insieme. Contattaci.
Non solo divisori: la canapa anche in ambito nautico
Il legame tra canapa e mare non si ferma alle corde. In passato abbiamo collaborato a un progetto di isolamento termico di una barca con materiali in canapa al posto della plastica: lo raccontiamo nell'articolo Isolamento termico della barca – 3Rproject. Un'ulteriore conferma di quanto questa fibra abbia ancora molto da dire nel settore nautico e in quello dell'arredo.

In sintesi
La corda di canapa non è solo un prodotto per legature e decorazioni: è un materiale con una storia profonda, numeri solidi e un potenziale tutto da esplorare nell'arredamento e nel design d'interni. Il progetto loomyard lo dimostra portandola dove non te l'aspetteresti a dividere e definire gli spazi.
Ringraziamo Diana, Marta e Camille per averci coinvolto nel progetto loomyard e per averci permesso di raccontarlo.